Arriviamo così all’ultima parte del primo Beer Tour europeo dei Birrovagando. Questo articolo conclude la mia esperienza. Il viaggio è stato eccezionale, ho imparato un sacco, ho visto posti magnifici, incontrato persone super interessanti. Ringrazio il mio amico Walt per avermi accompagnato! Un viaggio in Belgio è super consigliato a tutti gli amanti della birra. Molti altri birrifici sono presenti sul suo territorio. Venite a scoprirli di persona. Ora però vi lascio alla conclusione del mio giro. Buona lettura!

È il nostro quinto giorno in Belgio. Partiamo verso sud, nella periferia di Bruxelles, e vicino a quella che sembra una vecchia centrale nucleare raggiungiamo il birrificio Lambiek Fabriek, birrificio specializzato in lambic. Qui conosciamo Joseph, che porta avanti questo progetto insieme ad un suo amico, in qualità di ultimi due soci rimasti. Ci racconta che lui e dei suoi amici avevano bevuto un bel po’ di birre una sera e decisero di fondare un birrificio. Quando si beve un po’ troppo vengono anche ottime idee! Il motto del birrificio è: “No Brett, no Glory”, chiaro riferimento al brettanomyces bruxellensis, uno dei lieviti utilizzati per la produzione del lambic. Hanno l’ambizione di avvicinare gli amanti della birra al mondo delle fermentazioni spontanee con prodotti che possano piacere anche a consumatori occasionali e che magari assaggiano per la prima volta una birra acida. È uno stile complesso da bere e l’obiettivo di Lambiek Fabriek è molto ambizioso, ma le loro birre sono davvero piacevoli da bere.

Nel birrificio ci sono un infinità di botti dalla classica forma tonda e altre ovali. Le botti più piccole erano troppo soggette a contaminazioni e sono diventate dei lampadari. Mi stupisce scoprire che alcune botti sono prodotte da una ditta piemontese di Castell’Alfero, vicino Asti. Beviamo un paio di birre in un piccolo spazio dedicato all’interno del birrificio. Joseph ci spiega che stanno allestendo gli spazi per il Tour de Geuze, un evento biennale che coinvolge i birrifici produttori di lambic e ci consiglia di andarci almeno una volta. Prendiamo il consiglio in seria considerazione.






Ecco alcune delle birre a fermentazione spontanea che il birrificio produce:
Bret-Elle: Oude geuze, tradizionale miscela non filtrata di lambic brassata secondo un metodo autentico; prodotta con diverse annate di lambic, maturato in botti di rovere, come tutte le birre del birrificio.
Jart-Elle: Oude kriek, miscela non filtrata di lambic che viene macerato con ciliegie fresche per 6 mesi.
Natur-Elle: Geuze da lambic biologici fatti in casa, con rifermentazione in bottiglia.
Muscar-Elle: Miscela di lambic macerato con l’uva Muscaris, coltivata nella regione di Limburgo.
Black-Belle: Il lambic è macerato con ribes nero, conosciuto come cassis.
Pluri-Elle: Il lambic ha una macerazione con un mix di frutti di bosco unico. Ribes nero, ribes rosso, fragola, lampone, mora e mirtillo selvatico
Colon-Elle: Lambic maturato in botti di rovere Single Malt Gouden Carolus whisky per 18 mesi.
Rhub-Elle: Il lambic viene macerato con il rabarbaro.
Caram-Elle: Durante la produzione della birra sono stati aggiunti malti scuri e tostati, con una maturazione di 2-3 anni in botti di rovere. Il lambic è stato macerato con l’uva Solaris.



Ci godiamo un paio delle creazioni di Joseph e del suo socio nella piacevole atmosfera del birrificio. Finita la degustazione, salutiamo Lambiek Fabriek è di nuovo tempo di mordere l’asfalto. Il sole finalmente brilla nel cielo, è tempo di gettarci alla scoperta di nuovo orizzonti birrai
Finora abbiamo visitato solo birrifici. Tuttavia il Belgio offre anche un altra esperienza legata alla produzione della birra: le abbazie, in particolare quelle trappiste. Purtroppo non siamo riusciti a visitare nessuna trappista nel nostro viaggio, ci siamo però consolati con il vedere dal fuori due abbazie che producono birra: Maredsous e le celeberrima Leffe. Fondata nel 1872 nella valle della Molignée da monaci benedettini, l’Abbazia di Maredsous è caratterizzata da uno stile architettonico neogotico, in armonia con la natura boscosa e collinare della regione. Sfortunatamente non è possibile visitare i birrifici presenti all’interno delle abbazie trappiste ma nulla vita di farsi una degustazione di birre e di specialità prodotte dai monaci alla vicina microbirreria. L’abbazia di Maredsous è immersa nel verde in ambiente di pace e serenità, un luogo veramente incantevole dove passare qualche ora in tranquillità.






Finora non ho ancora parlato di un altro elemento che ha influenzato il nostro viaggio. Ogni viaggiatore moderno, o almeno buona parte (resisterò alla tentazione di dire Bonaparte, visto che anche il buon Napoleone ha che fare con il Belgio!!) affida se stesso e i suoi compagni di viaggio al navigatore per raggiungere i posti che vuole visitare. Nel nostro caso ci siano affidati al navigatore del telefono di Walter, il quale aveva la tendenza a infilarci nelle situazioni più congestionate del Belgio; potremmo dire che è più un divagatore! Tuttavia, in questo caso, per farci raggiungere la vicina Dinant, dove sorge l’abbazia di Notre Dame de Leffe, il “divagatore” di Walter ci ha portati a scoprire paesaggi fantastici in mezzo alla campagna del Belgio e si è fatto perdonare in anticipo delle due ore di coda in autostrada sotto il sole a cui ci condannerà il giorno dopo.






Arriviamo all’ultima tappa della giornata: la città di Dinant, patria del sassofono e del suo inventore, Adolphe Sax.



oltre che di una delle birre d’abbazia più famose che esistano. Visitiamo la Maison de Leffe, un museo dedicato alla birra e alla sua storia. L’abbazia di Notre Dame de Leffe fu fondata nel 1152 a Leffe, quartiere di Dinant lungo il fiume Mosa, nella provincia di Namur nel sud del Belgio. A partire dal 1240 i monaci iniziarono a produrre birra destinata ai pellegrini che ricercavano ospitalità nell’abbazia. Si tratta di un museo interattivo molto piacevole da visitare e alla fine della visita è possibile bersi una birra su una terrazza all’aperto con vista sull’incantevole città di Dinant.


Continuiamo il nostro giro tra la vie della città e lungo il fiume Mosa fino a raggiungere il sito dove sorge la sua abbazia. Si scorge l’iconica torre, logo della birra Leffe. A sera ci rimettiamo in viaggio e rientriamo al nostro appartamento. L’indomani sarà il penultimo giorno di questo viaggio.


Ci dirigiamo verso la provincia di Limburgo a Est di Bruxelles, verso la città di Hasselt. Lì facciamo conoscenza con Gert, birraio del birrificio Jessenhoffken.



Gert è uno sperimentatore, il suo stile di produzione prevede la creazione di piccoli lotti di birra e, se il risultato è buono, la produzione per la vendita all’ingrosso. Prima di ogni lotto però, si accerta di avere già un acquirente: questo gli permette di utilizzare al meglio le risorse e contenere i costi di produzione. Il motto del birrificio è: “Bevi moderatamente ma regolarmente”, che sembra un consiglio quantomeno saggio. Gert per le sue birre utilizza luppolo biologico nelle sue cotte. La birra più curiosa prodotta dal birrificio Jessenhofke si chiama Maya. L’azienda Maya di Hasselt, che produce seitan, e il birrificio Jessenhofke hanno lavorato insieme a questo esperimento. Il malto d’orzo viene in parzialmente sostituito dal resto farinaceo del seitan. Il risultato è una birra di colore biondo chiaro, con pronunciato amaro e un tono agrodolce. Tra le altre birre prodotte dal birrificio ci sono:
RGLR: Light blond ale. Questo stile nasce come una risposta, da parte dei marchi brassicoli belgi, alle sollecitazioni provenienti da un mercato incline, nel Novecento, a prediligere connotati sensoriali tendenti alle Pilsner. Birra dissetante a basso contenuto alcolico. Unica per l’utilizzo di 3 luppoli biologici.
TRPL: Tripel che armonizza gusto e aroma. La sensazione di secchezza in bocca, l’amarezza, l’erba aromatica e la dolcezza sono in equilibrio.
PMPRNL: La base della tripel con aggiunta un erba la sanguisorba. Una birra chiara con un leggero tocco rosso e un aroma di agrumi che dona un’amarezza secca.
OLAF: Questa è una birra dedicata a un’uomo di nome Olaf che ha fatto tanto per molte persone. Purtroppo è stato portato via prematuramente da una brutto male. Parte del ricavato della birra OLAF viene devoluto a un ente benefico nella lotta contro il cancro. Io che con queste malattie ci lavoro non posso che essere solidale con questa iniziativa.
BRWN: Brown ale. Birra scura cremosa fatta solo con malti d’orzo scuri speciali.
Ringraziamo Gert per la sua ospitalità e ci dirigiamo verso la nostra prossima destinazione. La scoperta del gruit ci ha molto incuriosito e la nostra guida ci rivela che nella città di Gand, capoluogo delle Fiandre Occidentali, c’è il birrificio cittadino Gruut. Questo birrificio nel centro della città, vicino a un ampio parco, produce birre utilizzando questo misterioso antenato del luppolo.






Il gruit, o grut, è una miscela di erbe utilizzata per aromatizzare la birra. Il termine grut è di origine tedesca e indicava all’origine una combinazione di tre erbe: mirto di palude, achillea millefoglie e rosmarino di palude. La composizione della gruit varia. Gli ingredienti più comuni sono il rosmarino di palude e mirto di palude, ma anche achillea, brugo, artemisia comune, rosmarino, timo, salvia, alloro, filipendola, anice, cumino dei prati, ginepro, coriandolo, germogli di abete rosso, assenzio maggiore e, a volte, persino i luppoli. Questi ingredienti conferiscono alle birre prodotte con il grut un aroma fruttato e speziato. Raggiungiamo dopo alcune peripezie Gand e il birrificio Gruut. Non deve essere la nostra giornata, c’è un sacco di gente e a stento riusciamo a comprare delle birre che asseggeremo poi tornati al nostro appartamento. La birra aromatizzata col gruut ha un sapore particolare, si sente cha ha qualcosa diverso rispetto al gusto amaro dato dal luppolo. Sicuramente da provare se siete curiosi.



Torniamo a Bruxelles e, dopo cena, andiamo a provare le birre di un birrificio molto vicino a dove avevamo preso il nostro appartamento: La Brasserie de la Senne. Nata nel 2002, è un birrificio cone radici ben radicate in Bruxelles, verso cui prova un forte legame. Il loro marchio di fabbrica sono le birre dall’amaro intenso e piacevoli da bere. Qualche giorno prima, nella Grand Place, in un locale che serviva polpette, io e Walt avevamo assaggiato la Zinnebir, prodotta dalla Brasserie e definita come la birra delle genti di Bruxelles. Una belgian pale ale dal colore dorato con aromi fruttati e luppolati e un amaro elegante. Nella taproom del birrificio, lo Zinnebar, assaggiamo alcune loro produzioni, dove spicca la Taras Boulba. Extra hoppy ale dal carattere erbaceo, moderatamente alcolica, birra molto beverina perfetta per lunghe serate tra amici. Il birrificio tra le suo proposte offre ancora:
Zenne Pils: La Zenne Pils è una birra a bassa fermentazione non filtrata e non pastorizzata. Il metodo tradizionale della decozione. con il quale è brassata aggiunge profondità e complessità al suo carattere maltato. È leggermente torbida, finemente amara e piacevolmente beverina. La decozione è una tecnica di ammostamento tipica delle birre tedesche e della Repubblica Ceca. L’ammostamento è la prima fase di produzione della birra. In questo procedimento gli zuccheri presenti nei chicchi di orzo vengono estratti per effetto infusione creando così il mosto della birra. La decozione serve per conferire un gusto più maltato e pieno al risultato finale. La tecnica consiste nel prelievo di una quantità di mosto, il quale viene fatto bollire a parte per poi essere aggiunto nuovamente al mosto principale. Questo processo permette di realizzare una birra con marcati sentori e aromi di malto, ma contemporaneamente secca e beverina al punto giusto.
Jambe-de-Bois: Tripel generosamente luppolata, ammaliante e molto equilibrata, beverina seppur di alto grado alcolico. Gli aromi di fermentazione dominano e richiamano la pera e la banana. Il luppolo ha note floreali e speziate.
StoutErik: Dry stout di tradizione irlandese. Le stout irlandesi sono molto scure e spesso hanno un sapore “tostato”, simile a quello del caffè e caratterizzate da un gusto secco, “dry” per l’appunto. Beverina ma con un carattere ben marcato dal colore nero profondo con una sfumatura rubino. Gli aromi dei malti torrefatti sono equilibrati da un tocco di caffè.
Bruxellensis: Pale ale rifermentata per diversi mesi con un lievito della famiglia Brettanomyces Bruxellensis. Ambrata dai riflessi ramati con un tocco maltato che si sviluppa poi con sfumature biscottate e un aroma fruttato persistente, che
Brusseleir: Black IPA con dry hopping, risultato di un lavoro sui sapori maltati, che mescola note di caramello, caffè e cioccolato amaro, con una punta di torrefatto nel retrogusto.
Saison van den Bruwer: Saison di farro, luppolata a freddo e fermentata con aggiunta di Brettanomyces. Birra chiara dalla sua schiuma persistente, cremosa e fine. Molto aromatica e fruttata, al naso ricorda l’ananas, la mela cotogna, l’albicocca e l’uva spina.
Ci lasciamo trasportare dall’atmosfera allegra e l’ambiente piacevole delle Zinnebar ancora per un po’. L’indomani dovremo lasciare il Belgio, ma per ci godiamo ancora un po’ l’atmosfera piacevole che ci ha accompagnato in questi giorni.



È il giorno della partenza. I bagagli sono fatti, la casa è in ordine. Ci chiudiamo la porta alle spalle e saliamo sulla nostra fida 500, che con grande tenacia ha sostenuto i 1200 km percorsi in questi giorni. Più tardi ascerò Walter all’aeroporto di Bruxelles e io andrò poi verso Charleroi per prendere il mio aereo e lasciare la macchina. Tuttavia, ora c’è ancora tempo per un ultimo birrificio!
Andiamo a Machelen, comune del Brabante, una delle provincie del Belgio molto vicina alla capitale. Qui ha sede il birrificio Het Anker di proprietà della famiglia Van Breedam dal 1872.
Nel 1990, Charles Leclef, quinto discendente della famiglia, rileva il birrificio e ne avvia la ristrutturazione e il rinnovamento. Nel 2010 la fattoria di famiglia è stata convertita in una distilleria di whisky: la Gouden Carolus Single Malt. Gouden Carolus è anche la linea di birre prodotte da questo birrificio. Tra le birre che potete trovare:
Gouden Carolus Classic: Birra speciale scura. Stile birrario nato a partire dal 1905, come risposta alle lager tedesche e alle ale inglesi, al tempo assai diffuse nel paese. Le birre in genere ambrate dal sapore delicato, maltato e talvolta con un accento di noce. La Classic è una birra caratterizzata da malti scuri, caramellati e aromatici molto equilibrati che creano una birra unica che unisce il calore del vino e la freschezza della birra.
Gouden Carolus Tripel: Tripel birra dal colore biondo dorato è scelta da coloro che amano una birra più pesante, leggermente speziata e rinfrescante.
Gouden Carolus Whisky Infused: Birra speciale scure arricchita dall’infusione di whisky Gouden Carolus Single Malt. Il risultato è una potente e corposa con sottili note di vaniglia, rovere e cioccolato.
Gouden Carolus Hopsinjoor: Birra speciale bionda, morbida con retrogusto amaro dato da cinque varietà di luppolo differenti.
Gouden Carolus Ambio: Birra speciale ambrata, ha la sua origine nella birra tradizionale della città di Mechelen. Het Anker è l’unico birrificio a produrre questa birra datata addirittura 1421! Equilibrata tra malto, luppolo e gli aromi tipici delle erbe fanno sì che questa birra unisca il corpo delle birre brune con la freschezza delle birre chiare.



Non riusciamo a visitare il birrificio, ma facciamo un ultima degustazione e un buon pranzo nel suo ristorante. L’ambiente è davvero molto piacevole e curato, le birre sono un ottimo accompagnamento: il finale adatto per questo spettacolare tour. Salutiamo il Belgio e la sua gloriosa tradizione brassicola. Una terra meravigliosa, un posto dove tornare sicuramente.
Cala il sipario sul primo Beer Tour di Birrovagando.
Spero abbiate gradito questo mio fin troppo lungo racconto. Io vi ringrazio, come sempre, di essere arrivati fin qui! Se vi è piaciuto questo articolo, lasciate un mi piace! Se non vi è piaciuto lasciate il solito mi piace di protesta! Se avete voglia lasciate un commento, vi leggo volentieri!
Vi ricordo che mi trovate su Facebook e su Instagram.
A presto! Vi saluto tutti e al prossimo Beer Tour!